"Proteste a Perico, Cuba, dopo un blackout di 27 ore in risposta alla crisi energetica crescente."
Perico, Cuba, affronta un blackout di 27 ore mentre la crisi energetica provoca proteste tra i cittadini nel 2025

Perico, Cuba, colpita da blackout di 27 ore e proteste per la crisi energetica crescente

Un blackout di dimensioni storiche ha colpito Perico, una cittadina della provincia di Matanzas, lasciando i residenti al buio per ben 27 ore consecutive. Questa prolungata mancanza di elettricità ha avuto conseguenze devastanti: le pompe dell’acqua si sono fermate, privando molte famiglie di un bene essenziale, mentre il cibo conservato nei frigoriferi ha cominciato a deteriorarsi. La frustrazione tra gli abitanti è esplosa, sfociando in proteste contro il governo di Miguel Díaz-Canel, un chiaro segnale di un malessere crescente che si sta diffondendo in tutta l’isola.

Disagi a Perico e nelle aree circostanti

La situazione a Perico è diventata insostenibile. Le interruzioni di corrente hanno paralizzato la vita quotidiana, costringendo i cittadini a confrontarsi con l’assenza di acqua potabile e condizioni igieniche sempre più precarie. Il blackout ha avuto effetti devastanti anche sull’economia locale: molti hanno perso cibo prezioso, aggravando una situazione già critica. La tensione è palpabile, e alcuni residenti hanno addirittura imbrattato un cartellone pubblicitario con l’immagine del presidente Díaz-Canel per esprimere il loro disappunto.

Nelle zone periferiche, come il quartiere Las Canteras, la situazione è ancora più drammatica, con la corrente assente da otto giorni a causa di guasti ai trasformatori. Questo mette in evidenza la fragilità della rete elettrica, incapace di garantire un servizio adeguato, specialmente nelle aree meno servite. A complicare ulteriormente le cose, un focolaio di chikungunya sta colpendo la provincia, rendendo difficile l’accesso alle cure e aggravando un contesto già difficile.

Le centrali elettriche cubane: un sistema in crisi

La crisi energetica che affligge Cuba ha radici profonde e strutturali. Attualmente, sei delle venti centrali termoelettriche sono ferme per guasti o manutenzione trascurata, mentre circa trenta piccoli impianti non sono operativi a causa della mancanza di carburante. Questo ha portato a blackout frequenti e prolungati, con città come Santiago de Cuba e Holguín che subiscono interruzioni di oltre 20 ore al giorno. Anche L’Avana non è esente, con blackout che possono durare fino a 10 ore.

Le difficoltà nel reperire finanziamenti esterni e la scarsità di risorse interne rendono la situazione ancora più critica. Per ristrutturare e modernizzare le infrastrutture elettriche, servirebbero tra 8 e 10 miliardi di dollari, una cifra inaccessibile per il Paese. A ciò si aggiunge la gestione centralizzata, che ha mostrato evidenti limiti nella manutenzione e nelle riforme necessarie. L’embargo statunitense, attivo dal 1962, complica ulteriormente la situazione, rendendo difficile l’approvvigionamento di carburante e tecnologia.

Impatto sulla salute e sull’economia

La crisi energetica ha un impatto devastante sulla salute pubblica e sull’economia cubana. Ospedali e scuole sono costretti a far fronte a frequenti interruzioni, con molte strutture che devono sospendere le attività o ridurre i servizi a causa della mancanza di energia. La conservazione dei medicinali e l’accesso all’acqua potabile sono compromessi, aggravando la crisi sanitaria, soprattutto nella provincia di Matanzas, dove il chikungunya sta colpendo duramente.

Dal punto di vista economico, la situazione è allarmante. Il PIL cubano è in calo da cinque anni, con una previsione di -1,1% per il 2024. La Commissione economica per l’America Latina prevede un ulteriore deterioramento. Il turismo, che rappresenta una parte significativa dell’economia, ha subito un arresto: nel primo semestre, il tasso di occupazione alberghiera è sceso al 21,5%, quasi sette punti in meno rispetto all’anno precedente. Le visite internazionali sono diminuite del 25%, con meno di un milione di turisti.

Molti hotel dispongono di generatori propri, ma questi non sempre sono sufficienti a garantire un servizio continuo. I problemi di connessione internet e le difficoltà nel mantenere standard di servizio adeguati contribuiscono a una diminuzione della soddisfazione dei visitatori. Le recenti proteste, come quelle che hanno visto i cittadini esprimere il loro malcontento contro il presidente, riflettono un malessere sociale crescente. Le autorità hanno risposto con indagini e controlli più severi, alimentando un clima di repressione.

Il presidente Díaz-Canel ha dichiarato che i blackout rappresentano il principale ostacolo per l’economia cubana, che appare “quasi paralizzata” senza servizi essenziali. Mentre il governo è sotto pressione per trovare soluzioni rapide, la popolazione continua a vivere in un contesto di incertezze e difficoltà quotidiane.