"Scosse sismiche su Marte rivelano la complessità del passato violento del pianeta rosso."
scosse sismiche di marte svelano un passato violento e complesso del pianeta rosso nel 2025

Le scosse sismiche di Marte rivelano un passato violento e complesso del pianeta rosso.

Scoperta sconvolgente su Marte

Grazie a un’analisi dettagliata dei dati raccolti dalla sonda InSight, ora non più operativa, i ricercatori hanno fatto una scoperta che potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione di Marte. Le informazioni ottenute rivelano un pianeta che, contrariamente a quanto si pensava, non è geologicamente “morto”, ma ha un passato segnato da eventi violenti e complessi.

Un pianeta non morto

Fino a oggi, Marte era considerato un corpo celeste con una crosta rigida e uniforme, apparentemente stabile. Tuttavia, nuovi studi suggeriscono che il mantello marziano, situato sotto la crosta, è tutt’altro che omogeneo. Gli scienziati lo descrivono come un “brownie con roccia”, pieno di frammenti che possono raggiungere i 4 chilometri di larghezza. Questi detriti raccontano una storia di violenza e catastrofi, piuttosto che di tranquillità.

La situazione geologica di Marte

A differenza della Terra, dove la tettonica a placche ricicla continuamente il materiale tra crosta e mantello, Marte presenta una situazione diversa. Un “coperchio” ha intrappolato il materiale interno, preservandolo nel tempo. Questa apparente calma, però, è il risultato di eventi drammatici che hanno caratterizzato i primi 100 milioni di anni di vita del pianeta. Le rocce oggi presenti nel mantello sono i resti di impatti titanici, collisioni con oggetti di dimensioni planetarie, simili a quelli che hanno colpito la Terra e generato la Luna.

Impatto delle collisioni

Constantinos Charalambous, co-autore dello studio pubblicato su Nature, spiega che queste collisioni hanno liberato un’energia tale da sciogliere vaste porzioni del giovane pianeta, creando oceani di magma. Quando questi oceani si sono raffreddati, hanno lasciato dietro di sé pezzi di materiale di composizione diversa, ora rinvenuti nel profondo di Marte. La loro presenza, a distanza di 4 miliardi e mezzo di anni, dimostra quanto lentamente si sia mosso l’interno del pianeta nel corso del tempo, un po’ come una macchia persistente su un tappeto.

Analisi sismica e rilevazioni

Il lavoro dei ricercatori è stato possibile grazie all’analisi di otto scosse sismiche registrate dalla sonda InSight, due delle quali sono state causate dall’impatto di meteoriti che hanno creato un cratere di circa 150 metri di diametro. Le onde sismiche generate da questi eventi hanno rivelato interferenze significative nel mantello, suggerendo la presenza di strutture di diversa origine compositiva, i resti dei primordi di Marte.

Distribuzione frattale e implicazioni

Tom Pike, un altro co-autore della ricerca, ha descritto questo fenomeno come “distribuzione frattale”. Questo termine si riferisce a come una collisione possa frantumare un oggetto in pezzi grandi e piccoli, simile a un bicchiere che si rompe su un pavimento piastrellato. La possibilità di rilevare questa distribuzione a distanza di un’era geologica è straordinaria e offre un’importante chiave di lettura per comprendere come la storia di Marte sia stata plasmata da eventi catastrofici.